Artemis II: Per l'Umanità

Il razzo SLS della missione Artemis II e la Luna

Il razzo SLS della missione Artemis II e la Luna - Credit: NASA/Sam Lott

Il conto alla rovescia per il ritorno dell'uomo verso lo spazio profondo è ufficialmente entrato nella fase calda. Non prima del 2 aprile 2026, il complesso di lancio 39B del Kennedy Space Center sarà teatro della missione Artemis II, il primo volo con equipaggio del programma Artemis e la prima volta che degli esseri umani si spingeranno oltre l'orbita bassa terrestre (LEO) dal lontano 1972.

Dettagli Lancio

Successo
Missione Artemis II
Data (IT) 02/04/2026 00:35 CEST
Razzo SLS Block 1
Pad Launch Complex 39B
Orbita HEO
Booster & Recupero
Integrity Volo #1
@ Splashdown

Il Programma Artemis: Un'alleanza globale

Artemis non è solo l'erede spirituale del programma Apollo, ma una coalizione internazionale guidata dalla NASA in stretta sinergia con l'agenzia spaziale canadese (CSA) e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA). L'obiettivo è ambizioso: stabilire una presenza sostenibile sulla superficie lunare e nell'orbita cis-lunare, utilizzando la Luna come trampolino di lancio per le future missioni umane verso Marte.

L'architettura del programma poggia su due pilastri tecnologici fondamentali, progettati per superare i limiti energetici imposti dalla fisica del volo interplanetario:

  • Space Launch System (SLS): Il vettore super-heavy, l'unico attualmente operativo capace di scagliare una capsula con equipaggio direttamente verso la Luna in un unico lancio.
  • Orion Multi-Purpose Crew Vehicle (MPC-V): La navicella di nuova generazione, progettata per garantire la sopravvivenza degli astronauti in un ambiente ad alte radiazioni e per sostenere un rientro atmosferico a velocità di circa 11 km/s.


Mentre Artemis I ha dimostrato con successo la resistenza strutturale e lo scudo termico della navicella in modalità non pilotata, Artemis II rappresenta il test finale per i sistemi di supporto vitale (ECLSS) e le interfacce di controllo manuale, convalidando l'intera architettura per il futuro allunaggio di Artemis III.


La missione Artemis II

Artemis II non è solo un volo di prova; è il banco di prova definitivo per i sistemi di supporto vitale che permetteranno all'uomo di abitare lo spazio profondo. Con un equipaggio composto dai veterani NASA Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e dall'astronauta della CSA Jeremy Hansen, la missione durerà circa 10 giorni e spingerà la navicella Orion oltre la faccia nascosta della Luna.


Le fasi principali del volo

Il profilo di missione è studiato per testare ogni capacità del veicolo prima di tentare l'allunaggio con Artemis III.

Lancio e orbita terrestre

Il potentissimo razzo SLS (Space Launch System) immetterà Orion in un'orbita terrestre ellittica. Qui, l'equipaggio effettuerà due orbite complete per verificare che tutti i sistemi funzionino correttamente "vicino a casa".


Dimostrazione di prossimità

Una volta separata dallo stadio superiore del razzo (ICPS), la navicella Orion verrà pilotata manualmente dagli astronauti. Useranno lo stadio ICPS come bersaglio per simulare manovre di avvicinamento e docking, essenziali per le future missioni in cui Orion dovrà agganciarsi al modulo di allunaggio o alla stazione Gateway.


Verso la Luna (Traiettoria di "Ritorno Libero")

Dopo i controlli, Orion accenderà i motori per la Translunar Injection. La traiettoria scelta è una figura a "otto": la gravità terrestre e lunare agiranno come una fionda, garantendo che la capsula torni verso la Terra naturalmente, senza bisogno di ulteriori spinte principali (un sistema di sicurezza fondamentale in caso di guasti).


Il sorvolo lunare

Gli astronauti passeranno a una distanza compresa tra i 6.500 e i 10.000 km dalla superficie lunare. Da quella posizione, la Luna apparirà grande come "una palla da basket tenuta a distanza di un braccio". Durante il passaggio dietro la faccia nascosta, le comunicazioni con la Terra si interromperanno per circa 40-50 minuti.


Gli obiettivi critici

Mentre Artemis I (senza equipaggio) ha testato la resistenza strutturale e lo scudo termico, Artemis II si concentra sull'elemento umano:

  1. Supporto vitale: Verificare che Orion sia in grado di generare aria respirabile e mantenere la temperatura ideale per l'equipaggio.
  2. Comunicazioni nello spazio profondo: Testare il Deep Space Network mentre la capsula si trova a oltre 370.000 km dalla Terra.
  3. Rientro e recupero: La missione si concluderà con uno splashdown nell'Oceano Pacifico a circa 30 km/h, frenato da un sistema di 11 paracadute, dove la Marina degli Stati Uniti si occuperà del recupero degli astronauti.


L'Equipaggio

Per la prima volta in oltre cinquant'anni, un equipaggio umano lascerà l'orbita bassa terrestre per dirigersi verso la Luna. I quattro astronauti scelti rappresentano l'eccellenza tecnica e l'esperienza necessaria per testare i nuovi sistemi di Orion.

Immagine

Reid Wiseman – Comandante (NASA)

Originario di Baltimora, Wiseman guiderà la missione. Non è nuovo alle imprese da record: durante la sua permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nel 2014, il suo equipaggio stabilì il primato di 82 ore di ricerca scientifica in una sola settimana. Ha inoltre guidato l'Ufficio Astronauti della NASA, dimostrando doti di leadership fondamentali per questa missione storica.


Victor Glover – Pilota (NASA)

Il pilota di Artemis II vanta una carriera eccezionale come aviatore navale e pilota collaudatore. Glover è stato il pilota della missione Crew-1 di SpaceX, la prima missione operativa della Dragon verso la ISS. Con la sua esperienza su caccia F/A-18 e Super Hornet, sarà lui a gestire i comandi manuali di Orion durante la delicata fase di avvicinamento allo stadio ICPS.


Christina Koch – Specialista di Missione (NASA)

Ingegnere ed esploratrice, Koch detiene il record per il volo spaziale singolo più lungo mai effettuato da una donna (328 giorni consecutivi). È stata anche protagonista della prima attività extraveicolare (passeggiata spaziale) interamente femminile. Prima di diventare astronauta, ha lavorato in condizioni estreme tra l'Artico e l'Antartide, un'esperienza preziosa per affrontare l'ignoto dello spazio profondo.


Jeremy Hansen – Specialista di Missione (CSA)

Hansen segnerà la storia come il primo canadese a volare intorno alla Luna. Colonnello e pilota di caccia, Hansen ha una vasta esperienza in missioni di addestramento internazionali, tra cui spedizioni geologiche nell'Artico e missioni sottomarine (NEEMO). Nel 2017 è diventato il primo canadese a guidare una classe di astronauti della NASA, a testimonianza del forte legame tra le agenzie spaziali.


Architettura Tecnica: SLS e Orion

Il ritorno nello spazio profondo richiede prestazioni energetiche e schermature che superano di gran lunga quelle necessarie per l'orbita bassa (LEO). L'accoppiata SLS-Orion è stata progettata per gestire rientri atmosferici a velocità interplanetarie e radiazioni ionizzanti elevate.

Space Launch System (SLS) Block 1

Per la missione Artemis II, la NASA utilizza la configurazione Block 1, capace di immettere oltre 27 tonnellate metriche in traiettoria di iniezione trans-lunare (TLI).

Core Stage & Propulsione RS-25

Il cuore del razzo è alto 65 metri e ospita quattro motori RS-25 (eredità del programma Shuttle, ma aggiornati con nuovi controller elettronici e isolamento termico potenziato). Questi motori bruciano Idrogeno Liquido e Ossigeno Liquido, operando per circa 8 minuti.

Solid Rocket Boosters (SRB)

A differenza dei booster a 4 segmenti dello Shuttle, quelli dell'SLS ne utilizzano 5, fornendo il 75% della spinta totale al decollo. Ogni booster genera 16 milioni di Newton di spinta, bruciando polibutadiene acrilonitrile (PBAN).

Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS)

Basato sul secondo stadio del Delta IV Heavy, l'ICPS utilizza un singolo motore RL10C-2. È lo stadio che effettuerà la manovra di innalzamento del perigeo e che servirà da "bersaglio" per i test di prossimità di Orion prima della TLI.


La Navicella Orion

La Multi-Purpose Crew Vehicle non è una semplice capsula, ma un sistema complesso suddiviso in tre elementi chiave:


Crew Module (CM)

Progettato da Lockheed Martin, il modulo di comando ha un diametro di 5 metri e un volume abitabile di circa 9 metri cubi.

Avionica

Utilizza una rete "Time-Triggered Ethernet" ultra-ridondata, capace di gestire migliaia di parametri al secondo.

Scudo Termico

Il fondo della capsula è rivestito in Avcoat, un materiale ablativo che si consuma gradualmente durante il rientro a 11 km/s (Mach 32), proteggendo l'equipaggio dai 2.760 °C del plasma.


European Service Module (ESM)

Il contributo dell'ESA (costruito da Airbus) è il vero motore di Orion.

Propulsione

Il motore principale è l'OMS-E (Orbital Maneuvering System), un pezzo storico derivato dagli Shuttle, affiancato da 8 motori ausiliari e 24 propulsori di controllo d'assetto (RCS).

Risorse

Gestisce il sistema di controllo termico attivo (ATCS) a radiatori e stocca i consumabili (acqua, azoto e ossigeno) per una missione nominale di 21 giorni in autonomia totale.


Launch Abort System (LAS)

Posto sopra la navicella, il LAS è un razzo a propellente solido con una spinta di 1,7 milioni di Newton. È in grado di accelerare Orion da 0 a 800 km/h in soli due secondi per allontanarla da un SLS in avaria durante le prime fasi del lancio.